Ambiente, Scilipoti (Fi): interrogazione su aziende che presentano richieste di trivellazioni nel Mar Jonio

Roma, 02 ago 2016 – I senatori Domenico Scilipoti, Pietro Aiello, Antonio Gentile, Giusepep Esposito e Francesco Maria Giro hanno presentato una interrogazione a risposta scritta ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico.

Nell’interrogazione si legge testualmente che  relativa sarebbero innumerevoli le aziende che stanno presentando richieste di autorizzazione alla verifica ed eventualmente alla trivellazione nel Mar Ionio per l’estrazione di petrolio;

l’amministratore della società britannica Transunion Petroleum Ltd, Steve Jenkins, avrebbe presentato, in data 14 maggio 2013, all’Ufficio per la valutazione dell’impatto ambientale (VIA) del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, alle Regioni Basilicata, Puglia e Calabria, alle Province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce ed a 49 Comuni rivieraschi dell’arco jonico lucano-calabrese-pugliese, l’istanza di avvio della procedura VIA, ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo n. 152 del 2006, relativamente al progetto di ricerca denominato “d68 F.R. – TU” nel Mar Jonio;

il progetto, che riguarderebbe ben 623,47 chilometri quadri nel settore settentrionale del Mar Ionio all’interno del Golfo di Taranto (zone marine D e F), prevederebbe l’utilizzo di tecniche di rilievo sismico come l’air gun, metodo di ricerca responsabile di gravi impatti sull’ecosistema e sulla fauna marina, che proprio nel mar Jonio vede uno dei santuari per rettili (tartarughe) e cetacei tra i più importanti nel Mediterraneo, interferendo con le attività di pesca, con quelle turistiche e con le aree marine protette, luoghi di riproduzione della fauna ittica;

le province coinvolte nel progetto sarebbero Cosenza, Crotone, Lecce, Matera e Taranto. Infatti l’area su cui potrebbero evidenziarsi ripercussioni di tipo ambientale, dal fenomeno della subsidenza, ad alterazioni dell’ecosistema o altri danni ambientali, per esempio alle aree marine protette, come quella di Crotone, sembrano essere molto più ampie delle zone in cui avviene la ricerca o l’estrazione petrolifera o metanifera vera e propria con l’installazione dei pozzi,

l’interrogante chiede di sapere:

se quanto riportato in premessa risponda al vero;

in caso affermativo, se i Ministri in indirizzo non ritengano, ciascuno per la propria competenza, di fornire maggiori chiarimenti in merito e se non ritengano di adottare iniziative volte a impedire l’eventuale avvio del progetto in premessa, che rischierebbe di danneggiare l’ecosistema e la fauna marina, con sensibili ripercussioni anche nell’economia delle tre regioni interessate. (4-00267).

Risposta. – In merito al citato progetto di ricerca di idrocarburi, si fa presente che in data 14 maggio 2013 è stata presentata dalla società Transunion un’istanza, ex art. 23 del decreto legislativo n. 152 del 2006, di valutazione dell’impatto ambientale (VIA).

Con provvedimento n. 11928 del 3 maggio 2016 tale procedimento di VIA è stato archiviato. L’archiviazione è la conseguenza del rigetto dell’istanza da parte del Ministero dello sviluppo economico comunicato, con nota del 29 gennaio 2016 e confermato, a seguito degli adempimenti procedimentali di cui all’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990, con nota del 18 febbraio 2016.

Alla luce delle informazioni esposte, questo Dicastero continuerà a svolgere le valutazioni di competenza in materia, nonché a tenersi informato.

GALLETTI GIAN LUCA Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

23/05/2016